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Aromi mediterranei, rovine recuperate e un tram d’altri tempi
Posted in: Egitto
Il viaggio verso Alessandria, in un comodissimo vagone seconda classe, dura poche ore e ci permette di ammirare il panorama che cambia mano a mano che ci avviciniamo al mare. Troviamo sistemazione in un albergo dentro un palazzo molto antico, coloniale, con soffitti altissimi, acqua tiepida e coperte morbide.
Nel nostro primo giro nella città cerchiamo elementi che si ricolleghino all’attentato di 4 giorni prima ma non riusciamo a trovarne, la vita pare scorrere a prescindere da quella violenza, e sicuramente “nonostante” quella violenza. Ci sono diversi poliziotti nei pressi di chiese cristiane e della sinagoga ma paiono essere le stesse misure di sicurezza che ci sono sempre in quest’area del mondo intorno a edifici di questo tipo.
La prima cosa che vogliamo vedere ad Alessandria è la biblioteca, la nuova bellissima biblioteca di Alessandria. Costruita come un sole che sorge dal mare, con il tetto tutto in vetro, inclinato verso nord per avere sempre luce naturale ma non diretta. Al suo interno oltre 8 milioni di libri, una manna per chi vive da queste parti, dove ovviamente la popolazione universitaria ha grande peso.
La sera intorno al lungomare nasce un mercato spontaneo che si sovrappone a quello ufficiale e che invade non solo i marciapiedi ma arriva fino alla strada e poi anche fino alla seconda fila lasciando solo un barlume di carreggiata a cui ormai gli abitanti sono più che abituati.
E poi ovviamente c’è il forte di Qaitbey, costruito 600 anni fa laddove si ergeva, immenso, il Faro d’Alessandria. Il forte stesso fu costruito con il materiale edilizio recuperato in mare dalle rovine del faro, distrutto da un terremoto. La visita è veramente molto piacevole e ti immerge nel vento e negli aromi che arrivano dritti dal Mediterraneo. Aromi che poi, uscendo e passando dal quotidiano mercato del pesce, sono enfatizzati a dismisura.
La città nel suo complesso è enorme, così sfruttiamo l’antichissimo, anzi vetusto, servizio tram, che riserva la prima carrozza alle donne e che viaggia ad una velocità tutta sua, protraendo le numerosissime fermate per tempi che non potrebbero neanche essere immaginati dalle nostre parti. Ci facciamo portare in giro ed arriviamo fino alla spiaggia osservando la città con tutta la calma che ci viene trasmessa dal mezzo. La spiaggia che raggiungiamo è la Stanley Beach, una spiaggia piuttosto particolare perchè si tratta di una piccola baia dove i due punti più lontani sono uniti da un frequentatissimo ponte per cui dalla spiaggia non si ha la completa visione del mare se non guardando sotto le arcate del ponte stesso. La spiaggia nella sua parte più esterna è disseminata di cabine che riportano alla memoria un’Italia d’altri tempi.
Dopo questi giorni di riposo intorno al mare, dobbiamo tornare verso il Cairo, il giorno in cui il nostro aereo partirà si sta avvicinando.
E negli ultimi giorni al Cairo ci facciamo un nuovo giro al mercato di Kahn-el-Kahili e poi girelliamo le zone che non avevamo ancora esplorato, prima Heliopolis la parte in cui si trovava la residenza di Mubarak e dove, scoviamo, meravigliati anche uno Starbucks e poi per ultima ci lasciamo la zona del Cimitero Settentrionale, detta anche la Città dei Morti che oltre ad essere cimitero è anche la baraccopoli più grande della città ma che al suo interno contiene scorci che ti fanno rimanere di stucco oltre a qualche bella moschea e tanti, tanti cani randagi.
Ma il nostro viaggio in Egitto è finito, ci prepariamo al rientro mentre le rivolte nel nord Africa stanno assumendo una nuova forza, che ci auguriamo portino miglioramenti nel livello della vita di molte delle persone che abbiamo incontrato in questo viaggio.